Se il peso dell'anima (almeno secondo un illustre cerusico americano) è di 21 grammi, con quali e quante unità di misura si calcola il peso dell'assenza? sabato 14 agosto 2010
Unità di Misura
Se il peso dell'anima (almeno secondo un illustre cerusico americano) è di 21 grammi, con quali e quante unità di misura si calcola il peso dell'assenza? venerdì 16 luglio 2010
I Bassifondi
E se non li possedesse farebbe di tutto per inventarseli, col bisogno che ne ha.
C'è questa via, nella mia città, una via polverosa, di confine.
Nell'immaginario collettivo ha assunto le sembianze di un bozzolo malavitoso e alieno da cui fuoriescono tutti i mali e i reati che la città, tranquilla e borghese com'è, mai si è sognata di commettere con tanta sfacciataggine.
La gente, in questa via, non ci viene volentieri la notte. Di vendere appartamenti qui, non se ne parla...tu ci provi, ti danni l'anima inventando aggettivi superlativi sempre più superlativi, aggiungendo un EXTRA- di qua, un -ISSIMO di là, lanciandoti in disperate ricerche sinonimiche sul fidato De Mauro, dando fondo a tutte le tue doti grafiche per rivestire i cartelli immobiliari di una patina sempre più sciropposa e attraente...
Dunque, nel caso specifico, commerciare immobili in questa via è come cercare di vendere una reggia lastricata d'oro adagiata al centro di un mare di merda con vista panoramica su un allevamento di maiali messicani.
"ha appena accoltellato un suo collega di spaccio la cui madre, tra parentesi, è stata arrestata in Marocco il mese scorso per traffico internazionale di armi."
venerdì 25 dicembre 2009
It's ok,you can quit today...
giovedì 5 novembre 2009
Ganbarimasu!!
mercoledì 26 agosto 2009
Anniversario

martedì 7 luglio 2009
A season to everything
venerdì 5 giugno 2009
Lo stato delle cose
Lo stato delle cose ti coglie quasi sempre senza preavviso.giovedì 21 maggio 2009
Un Libro Al Giorno
Mi chiedo se il tempo, inteso come possesso di uno scorrere che sia solo tuo, che non tradisca le aspettative e che non possa esserti sottratto a forza dalla casualità della vita, sia semplicemente una portata in più nel cestino da picnic che ti forniscono alla nascita, o se sia qualcosa su cui possiamo avere il pur minimo potere decisionale.martedì 24 marzo 2009
North Star Deserter
Disgraziate situazioni lavorative, e dobbiamo percorrere in totale 280 Km per vederlo.Andata.
Ritorno.
Io, Mr. Calo e la CA.GA 700 persi e dispersi nel buio delle higways milanesi.
Arrivati a Milano ci facciamo una pizza con Natalia e Filippo e ci avviamo con loro verso il Magnolia, oasi musicale metropolitana adagiata di fronte a un impolverato Luna Park che al Calo ricorda Coney Island, a me Stephenkinghiani racconti di pagliacci assassini.
Entriamo nel locale e ce lo troviamo davanti, Vic Chesnutt, e a vederlo da vicino è impressionante quanto sia minuscolo...gracile e contorto che pare un tronco d'albero spaccato dal fulmine.
Mentre ascoltiamo gli Elf Power fare il loro onesto lavoro di apripista, Vic si intrattiene amabilmente con Filippo, il quale forte del suo rapace istinto da Lester Bangs riesce a strappargli svariati minuti di umanità che condividerà con noi a fine concerto.
Si inizia, come da copione, con Mistery, e si finisce con una bellissima versione di Everybody Hurts, sentito omaggio all'amico e mecenate Michael Stipe.
Difficile descrivere il calore, la fragilità, la potenza...l'enormità, insomma.
Non ci provo nemmeno.
Ripartiamo, correggiamo la rotta un paio di volte, arriviamo ad Acqui alle 3:04 a.m.
Disgraziate situazioni esistenziali, e io non dormo da un mese.
Naturalmente oggi ho un aspetto orribile, lo sbadiglio incontrollato, 3 metri di borse sotto gli occhi.
La prima strofa di Warm, ancora nello stomaco.
E ho detto tutto.
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lunedì 23 marzo 2009
Ossi di Luna
Sarà perchè ho finito da poco Bolano e l'istinto del paragone, se pur su intenti letterari così diversi, esige la sua vittima sacrificale.Dove sono, insomma, l'originalità, la sorpresa, l'incanto narrativo, se dopo la prima ventina di pagine, avevo già capito dove l'autore voleva andare a parare, identificato le doppie chiavi di lettura di tutti i personaggi, e intuito che il punto di arrivo sarebbe stato un fastidioso climax di catartica assoluzione per la (perfetta fin quasi alla nausea) protagonista?!
- forse ho frainteso qualcosa e questo romanzo non è così banale come sembra.
- forse sono intelligentissima e non l'ho mai saputo.
mercoledì 4 marzo 2009
Errata Corrige
Eh, si, ci sono cascata anch'io.
Anestetizzata ormai dalla quantità immane di figure di merda a cui Berlusconi ci ha abituati nel corso degli anni, ho subito prese per buone le parole del presentatore di Canal Plus che mal interpretandone il labiale lo rende impietoso oggetto di scherno e derisione agli occhi del mondo intero.
Ma ecco, dimostrando un' incredibile padronanza nell'esercizio della dialettica socratica, il Premier ha subito smascherato la malafede del sedicente giornalista capovolgendo l'antitesi nel paradosso, e portando alla mercè di tutti la cristallina verità:
lui non ha mai detto "ti ho dato la tua donna", ma bensì "ho studiato alla Sorbona".
Berlusconi, quindi, come Richelieu, Marie Curie, Honorè de Balzac e Giuseppe Ungaretti.
Che dire...
Un battutista nato.
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I Deserti di Sonora
"La preghiera delle ossa.L'anelito della salute.
La virtù del pericolo.
La forza dei dimenticati
I limiti della memoria.
La sagacia delle piante.
L'occhio dei parassiti.
L'agilità della terra.
Il merito del soldato.
L'astuzia del gigante.
Il buco della volontà."
A mio avviso 11 buoni motivi ( ve ne sono molti altri, in realtà ), per leggere "I Detective Selvaggi", di Roberto Bolano (Santiago del Cile, 28 aprile 1953 – Barcellona, 14 luglio 2003) , edito da Sellerio.
La storia, in breve, è quella dei due poeti-detective del titolo e del viaggio che intraprendono attraverso l'America Latina, alla ricerca di Cesarea Tinajero (fondatrice dell'immaginaria avanguardia poetica di cui fanno parte, il "realvisceralismo").
Lunghissimo, diviso in 3 parti, mentre nella prima parte sembra essere "solo" un più che godibile romanzo generazionale, dalla seconda in poi si trasforma in qualcosa di completamente diverso.
Dopo la rocambolesca partenza dei due poeti da Città del Messico, Bolano frantuma violentemente il filo della narrazione e sovrappone, a quelle dei protagonisti, le voci del gran numero di personaggi che hanno avuto a che fare con loro nei vent'anni successivi, generando un senso di sorpresa e rivelazione simile (mi piace immaginare) al getto d'acqua fredda sulla faccia di Helen Keller nel film Anna dei Miracoli.
La trama principale si destruttura e si moltiplica in decine di sottotrame ugualmente importanti, che ruotano attorno a storie di architetti internati in manicomio e prostitute bambine, screanzati editori senz’arte né parte e sprovveduti prigionieri nelle carceri israeliane, fantasmi di poetesse morte adolescenti e tristi fotoreporter persi nella guerriglia Liberiana, intrepidi critici letterari sfidati a duello e marinai accampati in città-dormitorio nelle grotte della Francia occitana...
Voci costrette ad un gioco delle parti in cui, all'improvviso, gli indagatori diventano ( malamente ) indagati.
Voci scomposte ed egocentriche, che usano i racconti sui due poeti per spostare il soggetto narrativo su sè stesse, prepotentemente chiedendo e ottenendo un ruolo da protagoniste all’interno dell’ ”indefettibile" commedia (o tragicommedia) umana, nello stesso modo in cui potrebbe chiederlo e ottenerlo la mia voce, o quella del mio vicino di casa, o quella altrettanto autorevole del mio cane.
Così, lentamente, il generazionale diventa universale, e Bolano, non pago dei già molti strumenti linguistici offerti dalla prosa, prendendo a prestito dalla poesia la potenza evocativa, l'irresistibile musicalità metrica, compone l'universalità in un romanzo surreale e biografico, raffinatamente colto e ironico, commovente e mai ruffiano, che richiede, per lunghezza e intensità, dedizione mentale assoluta e una buona dose di fatica fisica, ma regala in cambio la certezza finale di non averle sprecate.
E non è poco.
Metteteci mesi, anni anche,ma leggetelo, se potete.
Io, dal canto mio, avessi abbastanza coraggio, abbastanza sfacciataggine, o più semplicemente abbastanza fiducia nella gente, smetterei di vendere cubi di cemento e aprirei un locale dipinto di azzurro con una finestra affacciata su un lenzuolo steso, dove riuscire finalmente a ridurre la distanza tra l'attesa e la vita.
Probabilmente, lo chiamerei Los Calamares Felices.
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mercoledì 28 gennaio 2009
Little Fairy Tale of Broccoli
Quando avevo più o meno 5 anni, e le parole degli adulti suonavano ancora nella mia testa come qualcosa di sinuoso e misteriosamente intrigante, mi convinsi che i BROCCOLI fossero non già un ortaggio verde e puzzolente, utilizzato per lo più in ricette culinarie di raffinata bontà, ma bensì una rara specie bovina abitante in gran segreto nell'alloggio dei miei nonni materni, che dal mezzo metro lineare in su, appariva allora come un antico labirinto traboccante di stanze enormi e piene di novità stupefacenti. giovedì 25 dicembre 2008
Tradizioni
Come da tradizione, era tutto superlativo.
Come da tradizione, non ho detto di no a niente.
Inutile dire che ne sono molto fiera.
Kurisumasu omedetou a tutti.
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martedì 16 dicembre 2008
Il cielo stellato sopra di me...
Avete presente quel giochino enigmistico sulla capacità di osservazione in cui devi fissare due immagini per qualche secondo e poi coglierne le varie uguaglianze e le varie e variamente incisive differenze?Magari nel paese del G.F. si potesse fare la stessa cosa con la legge morale!
venerdì 28 novembre 2008
Neve
La capacità di trasporre immediatamente il lirico nel concreto mi è completamente estranea.Come per il discorso su quantità e qualità, non so se ritenerlo un bene o un male, un lato poetico del mio carattere o la peggior disgrazia esistenziale, ma sta di fatto che il mio senso del pratico fa acqua da tutte le parti.
Per cui questa mattina, quando mi sono svegliata, guardando fuori dalla finestra con la mia tazzona di latte bollente in mano, nonostante lo scenario commovente ma climaticamente ostile, non calcolavo certo che per recarmi sul posto di lavoro avrei dovuto strappare brandelli di strada alla tormenta, indossando gli stivalacci di gomma e percorrendo quel mezzo Km che da casa mia arriva all'ufficio sommersa nella neve fino a metà ginocchio, tentando pure di evitare a balzelloni pericolosissimi le orde di deficienti senza controllo sui loro mezzi ruotati, e giungendo infine alla meta tutta bianca come una meringa per effetto del terribile controvento.
Com'è ovvio, il mio stoicismo è stato del tutto vano.
Nessun ardito compratore di case oggi ha avuto la temerarietà di avventurarsi fino alle soglie di via nizza civico 23.
In compenso, la mia disgraziata vena poetica esistenziale, mi ha almeno permesso di godermi con diabolico sogghigno lo "spettacolo d'arte varia" dell'uomo schiacciato da uno starnuto della natura, il circo massimo degli acquesi sprofondati nel più totale panico da cataclisma per quei placidi e meravigliosi 30 cm di neve.
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lunedì 24 novembre 2008
Privilegi
innumerevoli elucubrazioni in materia non ho ancora capito se è un bene o un male), non necessariamente va di pari passo con la loro quantità.
venerdì 7 novembre 2008
giovedì 30 ottobre 2008
L'Immagine più triste
Ultimamente, più la seconda, direi.
Ho sempre pensato che i nostri politici non avessero abbastanza forza, abbastanza palle, abbastanza ingordigia per esaurire le risorse di questo paese gettandolo in pasto alla più nera crisi identitaria.
Quindi, solo alcune constatazioni che hanno a che fare con la gestione del Pianeta Italia, e qualche link a voci molto meno approssimative della mia...
Tempo al tempo! Non sia mai che ci mettiamo in competizione con gli amici ammericani, ma agli altri 4 possiamo senz'altro dare del filo da torcere.
2) Secondo il Financial Times, invece, la condizione dei mezzi mediatici in Italia si può definire come una “situazione nord-coreana”.
La vedo lì, stampata sul monitor come uno schiaffo a mano aperta.
Non è nemmeno quella dei novelli squadristi che avanzano sulla folla con le loro belle spranghe tricolori alte nel vento.
A cose così, ormai, siamo abituati.
E' invece quella di un povero Pinocchio di legno rubato ad un negozio di giocattoli della Piazza, utilizzato anch'esso per sdradicare a bastonate il malcontento dei manifestanti, e poi abbandonato in terra,
impotente,
spaventato,
contorto,
ignorato,
calpestato,
immobile.
Così, mentre guardo desolata Nùmenor e Atlantide sprofondare nel fuoco ed essere inghiottite dagli oceani, davanti al corpo esanime di questo burattino di legno di dimensioni quasi umane, mi sale un groppo alla gola, e l'unico pensiero che resta riguardo la politica è
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domenica 26 ottobre 2008
Revisioresistenza
La politica, a fasi alterne, mi annoia, o mi fa incazzare. Le caricature mi vengono uno schifo. Ma i commenti dei compagni Giordano e Barrocu al post precedente hanno ispirato questa agghiacciante visione di fanta-collaborazionismo che non ho resistito a condividere... visione che sicuramente non rende giustizia al povero Spike, pur colpevole a mio avviso di radicalismo e superficialità, e rende invece appieno le mie ansie e preoccupazioni (in aumento esponenziale col passare del tempo)sull'attuale situazione umanistica del Bel Paese. Forse ci farò su un post. Nel frattempo, naturalmente...eia eia alalà!..

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